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Long Wu

Era il figlio più amato dell'ultimo capo della casata Long, e allora innumerevoli uomini del Wulin pensavano che sarebbe stato lui a guidare i Long verso uno splendore ancora più alto.

Soul walks a lakeside dock village, gameplay HUD visible.

Era il figlio più amato dell’ultimo capo della casata Long, e allora innumerevoli uomini del Wulin pensavano che sarebbe stato lui a guidare i Long verso uno splendore ancora più alto. Ma fin dai tempi antichi le liti fra fratelli sono cosa comune nelle grandi casate, e Long Wu, per quanto di talento brillante e di ingegno impareggiabile, finì comunque inghiottito dalle onde della storia.

Long Wu aveva, nella scherma, un dono naturale molto superiore a quello degli altri. Ma a differenza dei fili sottili di soffio di spada dorato, innumerevoli e capaci di coprire il cielo, che i Long in genere esercitano, Long Wu preferiva cercare con la scherma più semplice e più diretta di abbattere l’avversario con un solo colpo: «se non canta, non canta; ma quando canta, stupisce».

La spada di Long Wu si chiama «Spada Imperiale Suprema di Long Wu»: come dice il nome, è di una sontuosità fuori dal comune, e insieme fa venire rispetto a chiunque la veda, come se fosse un vero drago. Grazie a questa spada Long Wu creò, sulle basi delle arti dei Long, una propria mossa letale: riempie di Sha la Spada Imperiale Suprema di Long Wu e in un istante condensa un’enorme spada dorata, che piomba dall’alto sopra la testa del bersaglio; la sua forza spezza ogni difesa, e sotto la pressione dello Sha dei Long l’avversario comune sente salire dal fondo del cuore la voglia di rinunciare a resistere e a schivare, e accetta docilmente la morte.

Long Wu però stimava soprattutto la forza della posizione e della situazione: la creazione di quella mossa letale era stata solo un suo estro improvviso, e ai suoi occhi forse non ci sarebbe stato in tutta la vita un giorno in cui usarla, fino a quella notte di pioggia segnata dal destino…

Quinto figlio della famiglia Long, Long Wu aveva per natura un dono molto superiore alla norma, un dono che dalle arti marziali passava all’amministrazione e alla capacità di tessere alleanze: tutto mostrava che Long Wu era davvero il signore a cui i Long erano destinati.

Long Wu stimava il soffio di spada dorato, quello spesso e pesante, e per questo fin da piccolo ebbe parecchi rapporti con il quarto fratello, Long Lie: i due si allenavano spesso insieme, ma la radice della sciagura fu piantata proprio dall’eccessiva eccellenza di Long Wu. Ben presto, proprio perché Long Wu era troppo bravo, Long Lie, che fino ad allora si era allenato con diligenza, non ricevette più l’attenzione degli anziani della casata: tutte le lodi andavano a Long Wu, che aveva più dono e progrediva più in fretta. Col tempo l’odio e l’invidia di Long Lie crebbero giorno dopo giorno, finché i due si separarono.

Da grande, fuori casa la fama di Long Wu era al suo zenit: trattava con rispetto i sapienti, accoglieva sempre gli altri come una brezza primaverile e con cortesia, e nei piani era pieno di risorse, abile a vincere l’imprevedibile con il regolare. Dentro casa, invece, Long Wu aveva come uomo di fiducia Long Mingyu, che era di ramo collaterale ma poteva dirsi il primo maestro della casata Long di allora e che fin da piccolo gli aveva fatto da compagno di studi; ed era molto amato da suo padre, il capo clan Long Tairan: tutte le risorse finivano su Long Wu, per inclinazione più o meno voluta del vecchio capo.

Per lui il proprio nome non contava più: perché nel Wulin di allora tutti, che lo volessero o no, lo chiamavano rispettosamente «signor Long Wu», e tutti credevano che un giorno Long Wu avrebbe preso di mano al vecchio capo la Tavoletta del Drago d’Oro, simbolo dell’intera casata Long e capace di dare ordini a ogni suo membro.

Certo, Long Wu non si lasciò intorpidire la mente dalle lodi infinite che lo circondavano: al contrario, sapeva benissimo che gli altri fratelli e sorelle che con lui formavano «i nove figli dei Long» non sarebbero rimasti a guardare mentre lui saliva sopra di loro. Per questo Long Wu preparava sempre in segreto una via di ritorno, per ogni imprevisto impossibile da prevedere.

Un certo anno Long Wu salvò uno spadaccino dalle grandi arti marziali; costui, profondamente grato del beneficio ricevuto, giurò che avrebbe seguito solo Long Wu. Vedendolo, Long Wu gli diede il nome di «Ospite del Qilin», e poi lo sistemò in disparte nella cittadina di Baihe, a nord della propria villa, Xinglong Zhuang.

Long Wu non aveva altre richieste da fargli, tranne una: se un giorno qualcuno avesse bussato alla porta portando la Tavoletta del Drago d’Oro e un bambino in fasce, allora l’Ospite del Qilin avrebbe dovuto allevare quel «neonato» (il figlio di Long Wu) insieme a chi era arrivato, e sotto la sua guida far risorgere la casata Long.

Da adulto Long Wu sposò Gongsun Xiaofeng, figlia del grande segretario imperiale Gongsun di allora: anche questo fu un legame politico fra i Long e la famiglia Gongsun, ma l’unione di Long Wu e Gongsun Xiaofeng non fu del tutto il prodotto di quel genere di matrimonio triste. Fra i due non c’era certo amore di uomo e donna, ma piuttosto l’incoraggiamento reciproco di due compagni sulla stessa via: avevano lo stesso fine, rifare con le proprie mani il Wulin di allora!

Forse tutto ciò che Long Wu mostrava all’esterno non era che una maschera, una maschera tenuta sempre per realizzare la propria ambizione. Perché allora la casata Long, pur essendo la prima famiglia della via ortodossa, all’esterno aveva a nord il «Bastione dei Mo», che da tempo si annidava come capofila della via demoniaca e che con i Long veniva di continuo ai ferri corti: il suo signore, Mo Tian, era pari a Long Mingyu, e c’era anche la nuova forza misteriosa, l’«Organizzazione», che osava costruirsi una propria legge del mondo marziale; all’interno, i nove figli dei Long si combattevano apertamente e nell’ombra senza sosta, e i contrasti si inasprivano a poco a poco.

Così, in quella «prosperità» di fiori e fuochi, la casata Long continuò a tenere in mano alla luce del sole l’intero Wulin.

Nel decimo anno dell’Organizzazione Long Tairan morì all’improvviso in modo inspiegabile, e i contrasti fra i nove figli dei Long si inasprirono in fretta. Poiché il vecchio capo era morto d’improvviso e non aveva lasciato testamento, Long Wu annunciò pubblicamente che avrebbe preso temporaneamente in consegna la Tavoletta del Drago d’Oro, ma che non sarebbe salito al ruolo per questo. Si sarebbe trasferito dalla vecchia dimora dei Long nella propria villa, Xinglong Zhuang, e con l’aiuto di Long Mingyu avrebbe continuato a chiarire la causa della morte del padre: finché non fosse venuta fuori tutta la verità, lui non avrebbe mai preso il posto di capo clan.

Nell’undicesimo anno dell’Organizzazione Gongsun Xiaofeng restò incinta, e l’anno dopo partorì un maschio: Long Wu fu felice di avere una carta in più, ma data la tensione del momento non rivelò all’esterno di avere un figlio.

Poco dopo la nascita del bambino, però, il Bastione dei Mo venne sterminato dall’«Organizzazione» nel giro di una notte, senza che nessuno della setta sopravvivesse; e la seconda dei Long ne approfittò per usare con l’«Organizzazione» la tattica di «allontanare la tigre dalla montagna»: sparse di proposito indizi sulla verità della morte di Long Tairan e attirò Long Mingyu fuori da Xinglong Zhuang.

Poi, una notte di pioggia, la seconda dei Long andò di persona con il quarto e il nono a far visita a Xinglong Zhuang; ma mentre conversavano i tre sguainarono le spade insieme, e i sicari che la seconda dei Long aveva appostato nei dintorni della villa si gettarono all’assalto, con l’intento di sterminare sul posto Long Wu e i suoi. Anche così, però, Long Wu fece tutto ciò che poteva, e alla fine mise fuori da Xinglong Zhuang l’unico suo sangue; poi morì insieme alla moglie e alla seconda dei Long con i suoi sicari.

Morire insieme all’avversario: forse era questa l’ultima cosa che Long Wu e la moglie, avendo già disposto che qualcuno portasse via il figlio piccolo, potevano fare per quel bambino.

Dove sarebbe andato il mondo marziale del futuro? Long Wu aveva progettato per mezza vita, e alla fine non poté vederne la conclusione.

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