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Long Xing

Long Xing, il più piccolo dei nove figli della famiglia Long, viene spesso ignorato senza che nessuno se ne accorga.

Soul walks a lakeside dock village, gameplay HUD visible.

Long Xing, il più piccolo dei nove figli della famiglia Long, viene spesso ignorato senza che nessuno se ne accorga. Ed è proprio per questo che pochissimi sanno che cosa abbia fatto nei momenti in cui nessuno gli badava.

Per Long Xing stesso, la sua vita ha smesso da tempo di appartenergli del tutto: appartiene a quella persona che lo ha salvato, e per lei darebbe qualsiasi cosa…

Long Xing è il nono dei Long, eppure il metodo di allenamento che pratica è del tutto diverso da quello degli altri otto fratelli: non si è dedicato soltanto alla scherma dei Long di casa, ma ha studiato di nascosto i testi segreti del «Bastione dei Mo», il nemico mortale di cui la casata Long ha sequestrato le opere per anni!

Ha saputo fondere con abilità le arti del Bastione dei Mo nel soffio di spada dorato dei Long, così che dal bagliore dorato e radioso di prima passasse a un oro spento, misto ai fili di Sha oscuro della Fortezza. E il tratto principale di questo soffio di spada è la «dissimulazione»: può partire in silenzio, volare in silenzio, e solo a un passo dall’avversario si mostra all’improvviso; inoltre considera come nulla la maggior parte delle difese, e il nemico non ha modo di schivarlo.

Le sue vicende

Il potere è un padiglione che sale fino alle nuvole, e la maggior parte di chi lo scala non ha né la capacità di arrivare in cima né la tempra per conservare la pienezza raggiunta: finisce solo per restare impigliato là dentro tutta la vita.

E forse perché ogni vantaggio era già stato preso dai fratelli e dalle sorelle, Long Xing, nono dei Long, non sa parlare bene, non ha nulla di eccezionale e non ha intenzione di competere con gli altri. Ai suoi occhi, l’emergere, la gloria e la ricchezza erano in gran parte destinati a non toccarlo.

Nonostante questo, Long Xing non cedette mai su tutto solo perché era il più giovane; al contrario, pur non volendo mai prendere l’iniziativa, se qualcuno lo provocava o lo vessava di proposito reagiva subito. Era questa la sua via per stare al sicuro, da ultimo figlio della famiglia Long, dentro una casata di tanto nome.

Così, una volta che alcuni fratelli e sorelle della casata gli crearono di proposito delle difficoltà, Long Xing si mise subito a discutere con loro punto per punto e a reagire con tutte le sue forze.

E proprio durante quel litigio comparve la persona destinata a cambiare il corso della vita di Long Xing: la sua seconda sorella, Long Yijue.

Long Yijue prima mise subito a tacere con un rimprovero i membri dei Long che lo provocavano, poi si mise da sola davanti a Long Xing.

Fu la prima volta che Long Xing poté stare così vicino alla seconda sorella, e la prima volta che poté guardarla in faccia da vicino. Agli occhi di Long Xing, Long Yijue era irraggiungibile per uno cupo e strano come lui: era uno splendore luminoso come il sole alto, capace di far sbiadire la schiera dei Long dal carattere eccelso…

Anche se poi lo avesse rimproverato, non avrebbe avuto nulla da ridire, pensava Long Xing.

E proprio allora Long Yijue aprì piano le labbra, e Long Xing non sentì le parole che si aspettava, quelle che lo rimproveravano di mancare di rispetto agli anziani. Long Yijue gli lasciò solo una frase:

il forte si fa forte da sé, ed è giusto così.

Poco dopo, evitando un banchetto, Long Xing incontrò di nuovo Long Yijue, che aveva seppellito il suo mastino. Long Xing aveva visto bene che il mastino, prima che gli spezzassero il collo, sputava sangue dalla bocca e aveva gli organi gonfi.

Long Yijue disse a Long Xing che era stata lei a dargli di sfuggita mezzo dolce. Quando ne parlò, l’espressione era composta come sempre, ma Long Xing notò comunque un leggero tremito che indugiava sulla punta del suo elegante indice.

Fu la prima volta che Long Xing si odiò così tanto per non saper parlare, al punto da non trovare nemmeno una parola di conforto da dire.

Ma per sua fortuna, forse perché la luce del crepuscolo nascondeva la sua goffaggine, la seconda sorella parlò con lui come rare volte: dei suoi giudizi sugli affari della casata, delle cose imparate praticando le arti marziali, e delle ambizioni lontane per il futuro.

Quanto a Long Xing… temeva soltanto che le proprie faccende fossero meschine e minute, e con la sua timidezza non riusciva ad aprir bocca nemmeno un poco. E Long Yijue non gliene chiese nulla; o forse aveva già letto, sotto l’apparenza chiusa di Long Xing, quello che gli stava in fondo agli occhi, o forse non le importava affatto.

Guardando Long Yijue raggiante nella notte, Long Xing sentì sempre più che sua sorella era come uno splendore ardente capace di squarciare l’immensità. E uno inutile come lui, che sta nell’ombra, che cosa avrebbe mai potuto fare per lei?

Dopo la vicenda del mastino avvelenato, Long Xing vide con i propri occhi che sua sorella si era un po’ consumata. Sapeva però dentro di sé che fatti simili non sarebbero stati un ostacolo per lei… ma nemmeno l’ultimo dei suoi ostacoli.

Dunque, in cima al padiglione del potere, nessuno può restare integro e luminoso: così è stato per ogni capo clan dei Long, così per quanti imperatori e generali si sono succeduti, e nessuno se ne può sottrarre.

Ma a parte quella sorella dallo splendore raggiante e dalle arti marziali senza pari, chi altri meriterebbe di salire al ruolo di capo clan dei Long?

Per realizzare il disegno che sua sorella aveva in cuore, Long Xing prese in silenzio una decisione e trovò una nuova missione per sé: diventare un’ombra, un’ombra che appartiene soltanto a sua sorella. Qualunque cosa lei desiderasse, lui l’avrebbe deposta nelle sue mani.

Da allora Long Xing cominciò a studiare di nascosto una parte delle arti supreme del Bastione dei Mo, e alla fine riuscì a fonderle con efficacia nel soffio di spada dorato di casa. E appoggiandosi a quelle arti nemiche, cominciò a eseguire per la seconda dei Long quei lavori che non si possono fare alla luce del sole.

Ai suoi occhi quelle cose sarebbero rimaste un segreto solo suo, e poi sarebbero rimaste per sempre in agguato con lui nell’ombra.

Giurò che, finché ci fosse stato lui, lo splendore di Long Yijue sarebbe rimasto sempre in piedi, senza macchiarsi di una sola ombra di torbido.

Nel dodicesimo anno dell’«Organizzazione» Long Xing seguì Long Yijue all’assalto di Xinglong Zhuang, ma proprio nel momento decisivo Long Wu si rivelò alla fine superiore, e anzi individuò in Long Xing un punto debole fatale che riguardava la seconda dei Long. Long Wu si lanciò subito contro Long Xing, e alla fine Long Xing morì, e con lui anche la seconda dei Long, insieme a Long Wu.

In punto di morte Long Xing guardò davanti a sé senza forze: vide confusamente la sorella ancora impegnata a combattere con i due coniugi Long, e odiò solo se stesso, odiò di essere stato alla fine inutile, di non essere riuscito ad aiutarla.

Se ci fosse stata un’altra vita, se avesse potuto rendersi più utile e aiutare un po’ di più sua sorella, sarebbe stato meglio: Long Xing chiuse gli occhi.

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